AC/DC – Rock’n'Roll Train

Posted by The Boss | La Musica secondo me | venerdì 29 agosto 2008 15:02

Grande ritorno in scena di coloro che sono i fautori del genere Heavy Metal. Dopo otto anni di attesa, il grande ritorno degli Ac/Dc: in questi giorni in radio verra’ trasmesso il primo singolo “Rock’N'Roll Train” estratto dal loro ultimo album dal titolo “Black Ice” in uscita il 17 ottobre 2008.Intanto, Angus Young e Bhrian Jhonson ci deliziano con nuovi Riff

Poison….

Posted by The Boss | La Musica secondo me | sabato 23 agosto 2008 08:24

Ascoltando di qua e di la… sul video appare l’Unplugged dei Poison,  una band hair metal di notevole successo, nata nel 1984 a Mechanicsburg in Pennsylvania.

Gli esordi [modifica]

I Poison si formano nel 1983 a Mechanicsburg, una cittadina vicino a Harrisburg, in Pennsylvania sotto il nome di Paris. La band era composta da Bret Michaels alla voce, Matt Smith alla chitarra, Bobby Dall al basso e Rikki Rockett alla batteria. La band era fortemente ispirata già agli esordi dal crescente movimento hair metal. Sono infatti presenti alcuni live bootleg dove il gruppo suonava cover di Motley Crue, Quiet Riot, Judas Priest, Kiss e Aerosmith. Nel 1985 migrano a Los Angeles alla ricerca del successo. Cambiarono nome in Poison quando, guardando il film “This Is Spinal Tap“, un documentario/parodia sulla band Spinal Tap, videro il batterista del gruppo, indossare una maglietta con la scritta Poison. Il chitarrista Smith, che stava per avere un figlio, dovette presto ritirarsi e tornare in Pennsylvania. La band cominciò subito a cercare un chitarrista sostituto, ed a organizzare delle audizioni. Dopo diversi chitarristi, la cerchia si restrinse a tre candidati: il primo fu un certo Saul Hudson (in arte Slash, che dopo entrerà a far parte dei Guns N’Roses), Steve Silva dei The Joe Perry Project, (un progetto di Joe Perry, dopo l’abbandono degli Aerosmith), e C.C. DeVille, un chitarrista proveniente da New York, che già da qualche anno era migrato in L.A. e che aveva avuto una breve esperienza con i Roxx Regime, poi divenuti famosi come Stryper, e con i Screamin’ Mimis, una band dove militava anche Billy Dior, successivamente membro dei D’Molls. La scelta infine cadde su C.C. DeVille. Cominciarono ad ottenere una certa notorietà sulla Sunset Strip, per le loro esibizioni scenografiche e l’immagine glamour. Durante questo periodo, il loro manager gli procurò un accordo con un club di West Hollywood, il Troubadour, che gli avrebbe coperto le spese dell’affitto e dei pasti, in cambio di concerti live al locale. Infine, riuscirono ad ottenere successo e ad ottenere un profitto.

Poison in concerto al PNC Bank Arts Center di Holmdel, NJ il 6 agosto 2006

Poison in concerto al PNC Bank Arts Center di Holmdel, NJ il 6 agosto 2006

La strada del successo

Michaels, Dall, Rockett e DeVille firmarono un contratto con l’etichetta indipendente Enigma Records nel 1986, per 30.000 dollari. Il loro debut album Look What the Cat Dragged in, uscì il 2 agosto 1986, ed includeva famose hit come “Talk Dirty to Me“, “I Want Action“, e “I Won’t Forget You“. Le vendite dell’album sfiorarono i 2.000.000 di copie. La band svedese Easy Action fece causa ai Poison, accusandoli di aver copiato “I Want Action” dal loro brano “We Go Rockin’“. Inifine gli Easy Action vinsero la causa venendo risarciti. Nel 1987, la band registrò anche una cover di “Rock And Roll All Nite” dei Kiss per la colonna sonora del film Less Than Zero.

Il secondo disco Open Up and Say…Ahh!, uscito il 21 maggio 1988 ottenne un enorme successo vendendo oltre 8.000.000 di copie in tutto il mondo. Il disco include note tracce come, “Every Rose Has Its Thorn“, “Nothin’ But A Good Time” e la cover di Loggins and MessinaYour Mama Don’t Dance“. Nello stesso anno, la band partecipò al “Skyscraper Tour” con David Lee Roth. Era evidente il loro crescente successo. Inoltre nel 1987 vennero intervistati ed apparvero sul documentario The Decline of Western Civilization part II: The Metal Years del 1988 che descriveva la scena heavy metal della Los Angeles degli anni 80; al documentario parteciparono diversi gruppi e personaggi noti come Ozzy Osbourne, Alice Cooper, Aerosmith, Megadeth, Faster Pussycat, Lizzy Borden, Lemmy Kilmister, Kiss, Tuff e molti altri. Verso la fine del 1989, i Poison rientrarono nella classifica delle band che vendettero di più negli anni 80, arrivando al terzo posto, e preceduti solo dai Bon Jovi e Def Leppard.

Il terzo album Flesh & Blood, realizzato il 21 giugno 1990, riscosse anch’esso un ottimo successo, forte di una ottima qualità di registrazione e di un sensibile cambiamento di rotta. I brani qui proposti suonano maggiormente “maturi” rispetto agli esordi, viene ammorbidito l’uso del make up, il tutto per mantenere saldo l’interesse generale sulla band. Il disco includeva tracce come “Unskinny Bop“, “Ride the Wind” e la ballad “Something To Believe In“. L’album arrivò al secondo posto nelle classifiche americane, il tutto provocò un altro tour in giro per il mondo. Dopo aver finito le varie tappe, pubblicarono un live album con le registrazioni di alcune performance del tour, intitolato “Swallow This Live“. Con questo album si conclude una era per i Poison ed iniziano ad insorgere i problemi all’interno ed all’esterno della band. Bersagliati dalla critica che li ritiene un gruppo inconsistente, insultati da colleghi che li ritengono incapaci di suonare, l’idea di questo live era convincere tutti sulla validità delle loro canzoni. C.C. Deville, che già tempo addietro cade vittima di alcolismo e dell’eroina, sorgono così degli screzi con Michales che vuole ribadire la sua leadership all’interno della band. I conflitti culminarono in una scazzottata nel backstage degli MTV Video Music Awards del 1991, che resero a DeVille impossibile la performance all’occasione. Suonarono solo “Unskinny Bop” durante una pausa pubblicitaria. DeVille cominciò a suonare con la chitarra staccata e più tardi iniziò a suonare la canzone sbagliata. Il risultato fu l’abbandono di Deville dalla band, (forse più per disintossicarsi che per dissapori) ed il disco non ottenne il dovuto supporto. I nuovi brani, sebbene di buona fattura, non ribadiscono nulla di quanto già espresso dai Poison. Testimonia poi l’instabilità della band il video di So Tell Me Why, dove appare il solo Michaels.

Bret Michaels e Rikki Rockett durante un concerto dei Poison al PNC Bank Arts Center di Holmdel, NJ il 6 agosto 2006

Bret Michaels e Rikki Rockett durante un concerto dei Poison al PNC Bank Arts Center di Holmdel, NJ il 6 agosto 2006

La svolta

Al posto del dimissionario Deville viene reclutato il chitarrista Richie Kotzen, proveniente anch’egli dalla Pennsylvania. La band si trova ad un punto cruciale, con il grunge dominante, sembra non esservi più posto per una band come la loro. Michaels resta molto colpito dalla tecnica di Kotzen e dai brani a cui egli stava lavorando per il suo disco solista. Sulla base di quelle canzoni fortemente influenzate dal blues, il quarto album in studio, Native Tongue, viene realizzato l’8 febbraio 1993. Abbandonato lo stile festaiolo degli esordi, il disco segue una strada matura, le nuove canzoni parlano di temi quali la religione e la spiritualità. Grazie al singolo Stand ed alla effettiva buona qualità dell’album, la critica lo accoglie calorosamente, sebbene le vendite non siano ai livelli passati. La band organizzò un tour di supporto all’album, ma iniziarono le tensioni fra Kotzen e il resto della band. Il rapporto crollò quando venne sorpreso a flirtare con la fidanzata di Ricky Rokkett, Deanna Eve. A determinare l’insuccesso commerciale dell’album fu il licenziamento di Kotzen ed il mancato tour che, ingiustamente, portò in molti a vedere Native Tongue un passo falso.

Kotzen viene prontamente sostituito da Blues Saraceno, reduce da un’esperienza con i Kingdom Come, e il gruppo comincia a registrare il sesto album, intitolato Crack a Smile nel 1994. La lavorazione all’album venne annullata a causa di un incidente di Michaels con la sua Ferrari. Egli rimase gravemente ferito, riportando diverse fratture al naso, sterno, mandibola, dita e denti. Dopo il suo ricovero nel 1995, la band continuò a registrare ultimandolo un anno più tardi. Nonostante l’ottima qualità delle canzoni, la Capitol Records (etichetta discografica delle band), optò per una raccolta di loro successi. Il 26 novembre 1996, venne pubblicato “1986-1996: Poison’s Greatest Hits” e guadagnò subito il platino. Nell’album figurano 2 canzoni inedite appartenenti alle sessioni di Crack A Smile, l’aggressiva “Sexual Thing” e la ballad “Lay Your Body Down“.

Reunion

Finalmente, nel 1998, 6 anni dopo il litigio tra Michaels e DeVille, la band torna alla sua formazione originale. Con Deville viene organizzato un reunion tour nell’estate del 1999 che avrà un notevole successo. Le aspettative, in previsione di un nuovo album, sono molto alte. Nel 2000 viene pubblicato il live album “Power to the People” che, come il precedente Swallow This Live, include 5 brani inediti. I 5 brani in studio si differenziano per genere, spaziando dal moderno alternative metal al rock semi acustico, il tutto però adattato allo stile festaiolo della band. DeVille (reduce dalla sua esperienza di cantante con la band Samantha 7) canta anche un brano, “I Hate Every Bone (In You Body But Mine)“. Con questo inaspettato successo viene pubblicato anche il disco Crack a Smile…and More! il 14 marzo 2000. Oltre al disco Crack A Smile (di cui molte copie non ufficiali circolarono nel mercato), vengono aggiunti e proposti demo e brani che dovevano, all’epoca di uscita dell’album, figurare come B-side di eventuali singoli. Oltre a questo viene anche inclusa la performance acustica che la band tenne nel 1990 per MTV Unplugged. L’album ottenne molti consensi di critica e pubblico, per molti Crack A Smile fu considerato come il miglior album della band.

Poison in concerto al PNC Bank Arts Center di Holmdel, NJ il 6 agosto 2006

Poison in concerto al PNC Bank Arts Center di Holmdel, NJ il 6 agosto 2006

I vecchi rancori interni alla band riemergono presto, in previsione del nuovo album in studio, intitolato Hollyweird (2002). Il ruolo di chitarrista non bastava a DeVille, che voleva anche cantare alcune canzoni del nuovo album. Questo, unito al fatto che in più dichiarazioni DeVille aveva ammesso di essere tornato con loro solo per soldi, mina la stabilità della band che, comunque, termina le registrazioni del disco. L’album viene accolto tiepidamente sia dalla critica che dai fans, nonostante la tournè di supporto sia stata un notevole successo. Lo stile musicale dell’album si rifà ai passati lavori della band, sebbene contaminati dal punk rock e, volutamente, poco elaborati. Il disco suona poco ispirato e, in generale, non convince a parte l’ottima title track, Hollyweird e Stoopid, Stoned and Dumb, brano nel migliore stile della band.

Bret Michaels, forse stanco delle imposizioni di DeVille e dei numerosi impegni che il monicker Poison porta, pubblica il suo secondo disco solista, “Songs Of Life” nel 2003. Già nel 1998 aveva tentato la carriera solista con l’album “A Letter From Death Row“, realizzato come colonna sonora del film omonimo da lui stesso prodotto a cui recitò assieme a Martin e Charlie Sheen. L’album mise in risalto l’aspetto acustico di Michaels a favore di un sound più sobrio (sebbene vi sia l’ottima Party Rock Band registrata insieme a DeVille). “Songs Of Life” viene considerato da molti come il vero nuovo album dei Poison, dove canzoni graffianti e versi ruffiani del Glam metal che fu come Menace To Society e Bittersweet si accostano a momenti acustici di forte impatto emotivo (come Raine, dedicata alla figlia e One More Day, in memoria delle vittime dell’11 Settembre). Segue a questo album una breve tournè solista di successo. Nel 2005, forte del successo di “Songs Of Life” pubblica il controverso “Freedom Of Sound“, album influenzato da sonorità country. Michaels si fa notare nella scena country per l’ottima “All I Ever Needed”.

Nel 2006, in occasione del ventennale anniversario della band viene pubblicato l’antologia “The Best Of Poison: 20 Years Of Rock“. A completare il cameo dei passati successi la cover di “We’re An American Band” della band Grand Funk Railroad. Di supporto all’album la band si imbarca in un tour mondiale di successo al termine del quale dovrebbe tornare in studio.

Annunciato come nuovo album della band, il successore di Hollyweird è in realtà un album di covers, Poison’d!. Il disco rispolvera covers dai precedenti album accanto ad altre registrate per l’occasione. Il risultato finale del disco è un lavoro poco ispirato, che sembra mirato a mantenere vivo il monicker Poison in attesa di un nuovo album di inediti.

Arriva una (nuova Stella)

Posted by The Boss | Birrando si impara | mercoledì 20 agosto 2008 18:10

E’ arrivata la Gordon Finest Gold, la bionda doppio malto scozzese.
Splendida birra chiara di gran corpo che nasce dall’acqua cristallina delle montagne scozzesi e dalla scelta di malti pregiati. Rotonda e saporita è regina tra le birre di alta qualità.

L’azienda, aperta nel 1995, occupa il secondo posto per fatturato nel mercato birrario della Gran Bretagna

CLASSIFICAZIONE:

 

Birra doppio malto

 

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GRADI SACCAROMETRICI:

 

18

 

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GRADI ALCOLICI:

 

10%

 

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TEMPERATURA DI SERVIZIO:

 

12-14°

 

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BICCHIERE CONSIGLIATO:

 

Pinta

 

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ABBINAMENTI GASTRONOMICI:

 

Arrosti di carne rossa e formaggi stagionati

 

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NOTE:

 

Il gusto fruttato si deve ai lieviti utilizzati

 

Alice in Chains

Posted by The Boss | La Musica secondo me | lunedì 18 agosto 2008 18:08

Stasera, riapre il vostro Pub preferito dopo una pausa (per lavori) di due settimane. Quasi sicuramente, il sound di apertura sarà l’Unplugged degli Alice in Chains, un gruppo conosciuto molto ma mooooolto tempo fa, alle due di notte in tenda, sul fido lettore CD (gli mp3 non esistevano) Sony, Cd a suo tempo, prestato dall’amico d’infanzia e di campeggio Giovy .

Certo, Rotten Apple, ascoltata alle due di notte, da solo, non èrassicurante e calda, questo finchè non ci si abitua al sound, ma facciamo un pò di luce sul vibes e sul mood (grande Nikki):

Gli Alice in Chains sono un gruppo musicale rock statunitense, creatosi a Seattle nel 1987. Sono, insieme a Nirvana, Pearl Jam e Soundgarden, una delle band di maggior successo dalla scena grunge americana. Tuttavia, a differenza di altri gruppi simili, la musica degli Alice in Chains è più ispirata all’heavy metal che al punk rock o al rock psichedelico; ciò che li unisce al movimento grunge sono le loro origini, Seattle, e i temi introspettivi (e spesso delicati) dei loro testi.

Le origini

Il cantante Layne Staley, dopo lo scioglimento della sua band, gli Sleeze, nel 1986, forma gli Alice N’ Chainz, gruppo heavy metal dall’immagine tipicamente hair metal, che suonava pezzi di Slayer e Armored Saint nei locali di Seattle (Staley la definì, ironicamente, una band di travestiti che suonava speed metal)[5]. Un giorno, Staley incontrò il chitarrista Jerry Cantrell durante una serata al “Music Bank Rehearsal Studios”. Il cantante, uscito da poco dagli Alice N’ Chainz, chiese a Cantrell di unirsi ad un gruppo funk da poco formato. Il chitarrista avrebbe accettato a patto che Staley, a sua volta, entrasse nel suo gruppo, i “Diamond Lie”, ove militavano anche il batterista Sean Kinney ed il bassista Mike Starr.

Nel 1987, il gruppo funk di Staley si sciolse, permettendogli di entrare nella band di Cantrell a tempo pieno. La nuova formazione si esibì così in vari locali e riprese il nome della precedente band di Staley, Alice N’ Chains (cambiando la “z” con la “s”) e poi lo trasformarono in quello attuale, Alice in Chains. Il gruppo firmò un contratto con la Columbia Records nel 1989, e nel luglio del 1990 uscì l’EP We Die Young. Il pezzo che dava il titolo all’EP divenne popolare sulle radio che trasmettevano heavy metal.

Il debutto e il successo [modifica]

Sempre nel 1990, venne realizzato il primo LP, Facelift. L’album produsse un’inaspettata hit, Man in the Box, il cui video entrò nella programmazione di MTV, e venne supportato da un tour nel quale la band apriva i concerti di Van Halen e Iggy Pop. Nel 1991, gli Alice in Chains effettuarono altre apparizioni live in America durante il Clash of the Titans, in compagnia di Slayer, Anthrax e Megadeth.

Dopo aver realizzato una piccola e inaspettata raccolta acustica nell’EP Sap (che includeva l’unica apparizione del nome Alice Mudgarden, sigla dietro la quale si celavano come ospiti Mark Arm dei Mudhoney e Chris Cornell dei Soundgarden), il gruppo divenne molto più popolare nel 1992, quando una delle loro nuove canzoni, Would?, fece parte della colonna sonora del film Singles – L’amore è un gioco, del regista Cameron Crowe, che racconta le vite di alcuni single di Seattle. Questo contribuì a creare aspettative per il successivo LP del gruppo.

Dirt, pieno del caratteristico suono della band, pesante e distorto, venne realizzato nell’autunno del 1992, e fu un successo sia per quanto riguarda la critica sia dal punto di vista commerciale. Tuttavia, i testi dell’album, così oscuro e dominato dai temi della solitudine e della dipendenza, diedero adito a voci per le quali Layne Staley fosse seriamente dipendente dall’eroina. Ora si sa che gran parte di queste voci erano vere.

Dopo averli visti suonare al Lollapalooza nel 1993, la scena della musica alternativa si preparò a ricevere dal quartetto di Seattle un altro album arrabbiato e potente, ma quando uscì Jar of Flies nel gennaio del 1994, sbalordì sia i fan che la critica per il suo suono totalmente atipico. Realizzato come un EP, più specificamente come EP semi-acustico (ma oggi largamente considerato alla stregua di un album), Jar of Flies esordì al numero 1 delle classifiche, cosa mai successa prima ad un EP.

In sorprendente contrasto con Dirt – sebbene contenesse ancora dei testi riguardanti solitudine e sensi di colpa (anche se espressi con più reticenza) – Jar of Flies era composto da pezzi acustici ben sviluppati, delicati accordi uniti in modo perfetto agli attacchi della chitarra elettrica di Cantrell. Passando lentamente dal suono progressive della prima traccia ad altre più tradizionali, il disco rispetta le radici musicali di Cantrell. Sebbene l’EP fosse stato scritto e registrato in un’unica settimana, piena di tristezza e di alcool, i critici lo acclamarono come un piccolo capolavoro.

L’inizio del declino [modifica]

 

Layne Staley e Jerry Cantrell in un concerto di Boston nel 1992

 

Layne Staley e Jerry Cantrell in un concerto di Boston nel 1992

La band non andò in tour e questo portò a nuove voci sulla dipendenza dall’eroina di Staley. Tuttavia, Staley si esibì qualche volta con i Gacy Bunch, un “supergruppo grunge” da lui formato nel 1995, che includeva il chitarrista dei Pearl Jam Mike McCready, ed il batterista degli Screaming Trees Barrett Martin. Successivamente cambiarono il loro nome in Mad Season, e realizzarono un unico album, Above.

Nel novembre del 1995, gli Alice in Chains realizzarono un album omonimo, Alice in Chains, anche se molti fan cominciarono a chiamarlo Tripod, a causa dell’immagine di un triste cane a tre zampe sulla copertina. Ancora una volta, grazie all’evoluzione del suono (così come era sempre successo con tutti i loro album), e al fare affidamento molto di più sulle melodie e la composizione (qualcuno vede l’album come figlio di Dirt e Jar of Flies), il disco debuttò al numero 1 delle classifiche.

Ancora una volta il gruppo non sostenne l’album con un tour, scatenando ulteriori discussioni sulla tossicodipendenza di Staley. In definitiva, questo sarebbe stato l’ultimo album ufficiale prodotto dagli Alice in Chains, sebbene abbiano scritto pochi nuovi pezzi dopo quest’uscita, come Get Born Again, e Died, che possono essere trovate sulla raccolta Music Bank.

La morte di Staley [modifica]

Il gruppo fece un’ultima comparsa pubblica, la prima in tre anni, dando un ultimo concerto nel 1996, quando suonarono a MTV Unplugged. Staley era visibilmente in cattive condizioni di salute, nondimeno il gruppo suonò in modo eccezionale, includendo una sorprendente versione di Down in a Hole, e si sforzò molto per rielaborare i loro pezzi più duri in funzione della natura acustica del concerto.

Sebbene la band ufficialmente non si sciolse mai, Staley sprofondò ancora di più nella depressione dalla quale non si sarebbe mai ripreso nel 1996, quando la sua ragazza morì in seguito a un’infezione batterica causata dell’uso di droga. Divenne incredibilmente solitario e raramente lasciava la sua casa di Seattle. Sebbene Jerry Cantrell tentasse di mantenersi in contatto con lui e volesse mantenere il gruppo unito, apparve chiaro che Staley non sarebbe mai ritornato e Cantrell cominciò una carriera da solista.

La possibilità di vedere una reunion degli Alice in Chains terminò il 5 aprile 2002, quando Layne Staley morì nella sua casa per overdose di eroina e cocaina, esattamente 8 anni dopo il suicidio di un’altra icona dell’era grunge, Kurt Cobain dei Nirvana. Dopo il decesso del cantante, i tre rimanenti membri intrapresero percorsi musicali differenti.

Il ritorno [modifica]

 

William Duvall e Jerry Cantrell in un recente concerto

 

William Duvall e Jerry Cantrell in un recente concerto

Nel febbraio 2005 Jerry Cantrell, Mike Inez e Sean Kinney hanno organizzato un inaspettato concerto con lo scopo di raccogliere fondi per le vittime dello Tsunami che ha colpito il sud-est asiatico il 26 dicembre 2004. Per l’occasione si alternarono alla voce i cantanti dei Tool, dei Puddle of Mudd e dei Damageplan.

A distanza di un anno il gruppo si prepara a esibirsi di nuovo negli USA per un concerto tributo alle Heart, duo femminile che collaborò con la band negli anni ‘90. Per questa speciale esibizione gli Alice In Chains chiameranno alla voce il cantante dei Comes With The Fall, William Duvall, che fece anche le veci del secondo chitarrista.

Il gruppo, nonostante la presenza di quest’ultimo, ha chiesto la collaborazione dal vivo a membri di gruppi metal di livello mondiale. Al Rock am Ring del 2006 James Hetfield ha prestato la sua voce per “Would?”, mentre in un’altra occasione, Phil Anselmo ha intonato le liriche della stessa canzone.

Attualmente la band è in studio di registrazione per il nuovo album.

fonte wikipedia

Cosa hai deciso?

Posted by The Boss | Clienti | martedì 5 agosto 2008 23:35

The Boss: ciao ragazzi…avete deciso?

La Cliente: deciso? ma sto leggendo il menu….cosa dovrei decidere?

L’amico della cliente:  che cosa fare della tua vita…..

La cliente: Che c’entra la mia vita con il menu?

The Boss: 

Chiuso per Ferie dal 4 agosto al 16.

Posted by The Boss | C'era una volta una birra... | domenica 3 agosto 2008 23:40