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Spaccato di vita di un Pub

Fili di Lana – Teodoro Ricci

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Teo è un amico, uno di quelli che con il tempo diventa “Caro” amico. Con lui, ci si ferma a parlare di Foscolo, Goethe, Hikmet, Joyce, di saggistica e di come cambiare il modo di scrivere dei vari Moccia e quant’altri davanti ad una birra. Si fanno progetti, un pò di sogna. Giorni fa, ho partecipato alla presentazione del suo libro, Fili di Lana. Difficile dire come ero emozionato visto che l’essere pubblicato un giorno è un sogno che perseguo anch’io ed ora, sto leggendo il suo libro attentamente sera per sera, addentrandomi in quella che per me è una scrittura onirica, alla Charles Bukowski, Neil Gaiman solo epr citarne alcuni. Vi lascio il link dove poterlo trovare (altrimenti chiedete pure allo Stammtisch cercando del Boss)

Fili di Lana

Autore: Teodoro Ricci
Un lavoro che parte da lontano per arrivare alle nostre anime come una folgore che ci illumina nel buio della porno- egemonia che ha invaso la società moderna e che sembra essere l’unico riferimento in atto. Alessio Vittori Di Meco

11 Comments

  1. il libro e’ una merda fa schifo (lessicamente parlando)

  2. 14 euro buttati

  3. De Gustibus… a me è piaciuto.

  4. ma cmq sia..c’è da dire che il titolo è azzeccato,dato che il libro è intrecciatissimo,non scorre e sopratutto se nn ti concentri come inzi un paragrafo ti perdi!
    sconclusionato!

  5. Io non sarei così drastico quanto il Sig. Luigi nel definire lo scritto di Teo “intercciatissimo”. Necessita senz’altro di una rivisitazione tecnica, ma in fondo la lettura risulta senz’altro gradevole, sbarazzina e, tra l’ altro, l’allineamento polemico di Leonardo Fermi, il protagonista assoluto del racconto, al contesto abruzzese conferisce, al lettore autoctono, un certo grado di coinvolgimento.
    Io definirei il modo di scrivere di Teo “nuovo”, metodico, alla ricerca di uno stile distinguibile all’orizzonte.
    Poi vorrei ricordare che “d’altro canto scrivere e leggere sono due azioni che rendono giustizia all’accezione di libertà”.

    Salute.

    F.C.

  6. mah, che dire… a fronte di pareri cosi’ diversi fra loro, si riscopre la bellezza della letteratura. quando i punti di vista sono cosi’ eterogenei e discordanti, c’è distinzione fra chi intende e vede oltre le righe, da quelli che perché hanno gli occhi ed una tastiera fra le mani, si credono critici letterari. a me, tuttosommato è piaciuto. senza ombra di dubbio, le filologie espresse ed i sillogismi, proiettano il lettore in un mondo fatto di confusione sulla vita (e sfido chiunque a dire il contrario!). in realtà, prima di prendere questo libro (che ho scoperto, dopo aver letto il blog dell’autore), non ne avevo mai sentito parlare. in un panorama statico, come quello della letteratura italiana, fa piacere una ventata di novità, anche se in alcuni punti avrebbe potuto risparmiarsi delle parole spinte, o in altri essere meno confusionario. bah, per essere la sua prima opera, ha ovviamente molti margini di miglioramento, e non posso che augurargli di continuare cosi’, visto che ha intrapreso una strada dura. voto per il libro? 7,5 su 10.

  7. mah, anche se mi prudono le mani, rispondo a questo blog, che per lungo tempo ho trascurato. ringrazio ovviamente gli amici: fc ed sf, ma ringrazio anche luigi. le critiche servono, perché aiutano a crescere; ma sinceramente, pur accettando la critica del tutto sgrammaticata e volgare, viene da pensare a quanta strada ci sia da fare, per educare i lettori attraverso i progetti editoriali. il personaggio, nelle vesti di leonardo fermi, altri non è che un ricercatore abietto, sull’amore consumato, e sui valori di un’esistenza. è ovvio che non si sta trattando di un articolo su “famiglia cristiana”. se non altro, ho capito che si tratta di un troll, ovvero quella figura che s’intromette nelle discussioni, tentando attraverso un gergo limitato e scurrile, di minare la pace in un ambiente. mi spiace che non ti sia piaciuto, ma non credo che tu non abbia apprezzato il linguaggio, volutamente diretto e riflessivo. ricorda: nulla si evidenzia di più, della verità nuda e cruda. sempre ammettendo che tu esista (ed in tal caso, sarei ben lieto d’intavolare un’amichevole discussione a riguardo dei tuoi dubbi e delle tue perplessità che accompagnano tale diniego nei riguardi della mia opera), ed accogliendo l’invito fra le righe a postare l’indirizzo del blog (grazie a sf!)… lascio l’url del mio blog, dove sicuramente potrai trovare storie/riflessioni/poesie, che più soddisfano la tua curiosità. ovviamente, estendo l’invito a tutti gli avventori di questo blog. l’indirizzo è:
    http://inchiostrononmente.splinder.com
    se volete… ci si vede lì. con affetto. ricci teodoro.

  8. Direi senza ombra di dubbio, che in fondo, la pura questione di visibilità sia il limite massimo da superare, affinché un ragionamento, o un progetto, possa essere considerato. Alle voltè è molto più facile criticare un lavoro, senza la benché minima conoscenza della struttura che poi ha portato a compimento lo stesso. Credo, senza ombra di dubbio (o quantomeno, dalla tematica affrontata), che un progetto debba essere giudicato dal suo prodotto finale. Durante la stesura di questo testo, ho riscontrato innanzitutto il problema spazio tempo (per dirla fantasy), che poi si riduce alla scarsa disponibilità temporale, da coniugare fra lavoro e passione. Quando t’immergi totalmente in un messaggio che vuoi lanciare, i pensieri si rincorrono e le metodologie di strutturazione dei vari sillogismi, si accavallano, si cercano, ed alla fine decretano. Il linguaggio ripercorre il dualismo che molte volte si viene a creare a seconda dell’ambiente in cui si sviluppa. Se volutamente il personaggio di leonardo fermi è crudo; è semplicemente perché, il messaggio di fondo che vuole lanciare è forte. Una certa logica che può trovare riscontro negli eventi politici delle scorse settimane, in cui sono venuti a galla, i vari intrallazzi, da parte di coloro che professano una famiglia sana, in una professione sana. Sto cercando di arrivare ad una letteratura che lancia dei messaggi, non che narri di personaggi mai incontrati, o che non abbiano nulla da dire. Se in una certa logica, il pettegolezzo misto alla vita estemporanea di qualche mr qualcuno, dietro “l’alfanumericità” di un ghostwriter, ha preso il sopravvento, oppure le dark-menate-su-presunti-vampiri, si siano impossessati delle librerie, fate vobis. Felice ed ispirato dai miei mentori, che preferivano costruire sulla realtà, lascio ogni qualsiasi pensiero, riguardo la veracità della mia prima opera. Magari un diverso progetto che possa spaziare sui vari campi della narrazione, fanno di un artista, un artista completo. Non c’è altra parola per definire uno scrittore che riesca a spaziare da un genere all’altro, ma seguendo sempre uno stesso filone mentale, che porta i suoi lavori ad essere comunque inclini al suo stile, ed al tempo stesso, possano esser visti come: “ecco. questa è la visione horror di un *nome famoso*!” oppure “*nome famoso* ha attraversato queste atmosfere”… un pò visionaria come cosa, ma se provaste ad immaginarlo, deluciderebbe la visione che ho cercato di darvi. Beandomi dei favori di Bacco, lascio la buona nottata.

  9. non riesco ad acquistare il libro.. di cui ho sentito tanto parlare… sul sito ne fanno la presentazione ma per acquistarlo?
    a presto!

  10. ciao daniela, trovi la libreria, o le librerie più vicine a te, le trovi sul blog… spero ti piaccia. con affetto. ricci teodoro

  11. mamma mia, rispondere ad un post decisamente alticcio, si è rivelata impresa alquanto ardua… almeno dal punto di vista di un italiano “correggiuto”!!! ahahahahahahha
    un brindisi sincero… con tutti voi.

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